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Siberia 1 – Da Barnaul al Lago Baikal PDF Print E-mail
Written by Pietro   
Sunday, 13 June 2010 12:15

Ciao a tutti, cambio di programma, decidiamo di attraversare prima la Siberia orientale fino al lago Baikal e poi entrare in Mongolia con un paio di settimane di ritardo rispetto al previsto, questo forse ci permette di avere temperature alte, adesso c'è ancora parecchio freddo...non che tra 2 settimane ci sarà un caldo pazzesco però...

 

Il secondo giorno russo ci porta a Barnaul per cambiare le gomme (Heidenau K60) che arrivano dalla Germania ad un prezzo più basso rispetto alle gomme cinesi che troviamo qui in Russia. Le gomme verranno mandate a Barnaul ad un certo Andriyu di cui abbiamo solo il numero di telefono. Lo chiamiamo non appena arriviamo in città e lui in un quarto d'ora ci viene a prendere e ci porta nel suo garage che è semplicemente un garage in cui lui mette a posto principalmente scooter, ma anche moto.

 

L'impressione iniziale è che dovremo fare il cambio delle gomme a mano che è un lavoraccio duro e richiede un sacco di tempo. E' quasi sera, le gomme non sono ancora arrivate quindi lasciamo le moto nel garage, prendiamo l'indispensabile e saliamo in macchina con Andriyu che ci porta a casa sua dove conosciamo sua moglie Natascia. Sono due ragazzi giovani, 35 anni, lui lavora, si intende un po' di tutto, conosce ogni modello di macchina e moto e mette a posto qualsiasi cosa. Ha sempre lavorato nel suo garage, lavora anche come taxista notturno e per un periodo ha fatto da autista alle macchine giapponesi di seconda mano che vengono sdoganate a Vladivostok...qua quasi tutti hanno una macchina giapponese (con la guida a destra), infatti sembra che in Giappone si cambi auto anche troppo spesso e le ancora ottime auto vengono poi portate in Russia a Vladivostok con un traghetto dove vengono raccolte e guidate verso diverse destinazioni in Russia. Ceniamo assieme e scopriamo che questo tipo qui, Andriyu, è veramente un pazzo da legare infatti qualche mese fa durante l'inverno siberiano (cioè -40/-50 °C) è partito con il suo scooter, e un sidecar che si è costruito lui, ed ha attraversato la Siberia...è andato ad un moto raduno a Togliatti (la città prende nome dall'italiano Togliatti, lì c'è la fabbrica della Fiat, e quindi anche Lada, costruita con soldi italiani, dove venivano costruite le zigulì, infatti proprio lì davanti ci sono le montagne zigulì) e ha anche vinto il premio per il tragitto più lungo...te credo...se guardate qui (http://www.ruriders.com/statya.php?id=15610) trovate un articolo che lo riguarda (in russo...). Insomma il personaggio ci piace, è sveglio, sembra affidabile e appassionato di moto. Ci trova anche un buon posto per dormire. Passiamo 4 giorni a Barnaul, le gomme arrivano in ritardo, così ne approfittiamo per cambiare l'olio al motore, il filtro dell'olio, dare un'occhiata al mio freno posteriore che tocca il disco, cambiare il pignone della moto di Huub, riposare, fare il bucato, aggiornare il blog, parlare via skype e girare un po' per la città.

La sera prima di ripartire ceniamo di nuovo assieme ed Andriyu decide di fare un centinaio di km con noi il giorno dopo col la sua moto custom arancione. Davvero un ottimo incontro!!


Guidiamo attraverso la Siberia orientale per giorni, le strade sono generalmente buone ma intervallate da sterrati in cui ci riempiamo di polvere (vedi video). La siberia si presenta come un'immensa distesa di boschi e laghi, boschi e laghi, boschi e laghi, boschi e laghi, boschi e laghi in cui si trovano lupi e orsi. Avvistiamo solo un lupo dalla strada che stranamente gira da solo. Nei bar e nelle gastinitza lungo il percorso vengono sfoggiati orsi imbalsamati.

Ogni sera cerchiamo un garage per le moto, ci succede di parcheggiare anche nel minimarket in costruzione a lato del motel.

Arriviamo a Irkutsk vicino al lago Baikal dopo 4 giorni e ci piazziamo per due giorni in un ostello in città in modo da poter visitare il lago e scambiare qualche parole con i tanti viaggiatori che si muovono sulla ferrovia transiberiana. Conosciamo finlandesi, spagnoli, francesi, belgi e neozelandesi, tutti ragazzi giovani in giro da 1-2-3 mesi. Molti volano a Pechino e da lì attraversano la Mongolia in direzione lago Baikal per poi tornare in Europa attraverso la transiberiana. Andiamo in giornata al lago e veramente vale la pena vedere questo profondissimo lago che raccoglie l'80% dell'acqua dolce in Russia. Mangiamo pesce secco e pesce alla griglia sulla strada e Huub fa fare u giro sulla sua moto a due ragazze che lavorano in un piccolo caffè dove ci fermiamo a riscaldarci un po'. C'è vento e fresco abbastanza per coprirsi bene, soprattutto se si va in moto.

La sera Huub si scatena con la sua macchina fotografica, dice che vuol portare a casa tanti volti e così si avvicina a gruppi di ragazzi e ragazze per scattare foto e primi piani..vedo che gli riesce bene così documento il momento e poi mi lancio anch'io alla ricerca di volti tipici.


Costeggiamo il lago tutto il giorno seguente in direzione Ulan-Ude, il nostro punto più a est (GPS N 51.3636 E 107.4983) (+7 ore rispetto all'Italia e più di un quarto di pianeta, 90°, in direzione est) fermandoci a dormire in una piccola casetta di pescatori lungo il lago. Un bellissimo tramonto è il regalo più bello.


Raggiungiamo Ulan Ude il giorno dopo (VIDEO) e consumiamo il pasto più ad est della nostra vita. Incontriamo diversi motociclisti da qui in poi che vengono dalla Mongolia, sono tutti molto felici della loro esperienza ma dicono tutti che sia piuttosto dura guidare per le “strade” mongole. Ci fermiamo nell'ultimo paesino prima del confine mongolo dove assistiamo anche ad una parata per il 28esimo anniversario di qualcosa che non capiamo e che si svolge chiaramente nella Lenina Ulitsa, cioè via Lenina che è sempre la via centrale di tutte le città russe, almeno per quello che abbiamo potuto constatare noi.

Impieghiamo circa 3 ore ad attraversare il confine, incontriamo altri motociclisti con o senza macchine di supporto, tutti contenti ma provati. Uno degli ufficiali della dogana ha anche una moto che ci fa provare...Huub dice che non l'ha mai vista una moto così....


La Mongolia si apre davanti ai nostri occhi, vasta, ampia, con colline o montagne ricoperte da un tappeto di erba perfetta. Oltrepassato il confine il paesaggio cambia velocemente, i visi cambiano ancora e la prima impressione è grandiosa. Passando da una valle all'altre mi si apre un buco dentro, una forte emozione che mi dà i brividi.

Ci fermiamo per mangiare qualcosa, sono le 5, anzi le 4 di pomeriggio perchè torniamo indietro di un'ora, e ancora non abbiamo toccato niente, così prendiamo una zuppa piccante e il tè mongolo che sembra essere latte caldo di capra con olio e sale...

Qui conosciamo una coppia di scozzesi che gira in bici da un mese e mezzo con i due figli di 4 e 5 anni, sono a metà del loro viaggio che li riporterà a casa. Ci danno anche indicazioni per un ottimo posto dove dormire ad Ulaan Baatar e siccome è ancora abbastanza presto e la strada è buona decidiamo di andare. Arriviamo ad Ulan Baatar che il sole è appena tramontato. Ad accoglierci 3 motociclisti tedeschi, un signore olandese sui 70 che ha venduto la sua company e adesso è da 2 anni e mezzo che gira (sta scrivendo una guida sulla Mongolia) e si muove con un furgone che sembra poter andare ovunque e un altro ragazzo tedesco che ha mollato il suo lavoro manageriale in Germania quasi 2 anni fa, si è trasferito in Mongolia dove si è costruito una casa sul lago e lavora per 60 euro al mese, il resto ce li mette lui. Di gente stufa del nostro mondo super organizzato sembra essercene parecchia, questo fa pensare. Mi trasmette un sacco il signore sui 70, sembra Terzani, si muove e parla con una calma e una tranquillità che non solo non mi appartengono ma che mi sembrano inarrivabili. Mi dice che ha lavorato fin da quando era giovane come corrispondente per diversi giornali olandesi e ha sempre vissuto in giro per il mondo, questo il suo sito di viaggio http://www.rondjemongolie.nl/ .

Ma la storia della Mongolia ve racconterò fra qualche settimana.

Alla prossima.

 

Last Updated on Monday, 14 June 2010 01:41
 
Tutto il Kazakhstan minuto per minuto PDF Print E-mail
Written by Pietro   
Wednesday, 02 June 2010 16:26

Appena arrivati in Kazakhstan si capisce subito che una barriera storica, il mar Caspio, è stata superata, infatti cambia

completamente la fisionomia delle persone, improvvisamente come si attraversa il mare tutti hanno gli occhi a mandorla.

Siamo in Asia a manetta!!

 

 

Siamo sotto il livello del mare, -27 metri, Huub secondo me si sente a casa...battutona...le moto stanno da dio e siamo

pronti per partire.

Andiamo verso l'interno per la strada più grossa disponibile che da Aqtau si dirige verso l'Uzbekistan, una strada cosparsa di

cammelli, ce ne sono per tutti i gusti, marroncini, bianchi, con una o due gobbe, uno mi fa anche l'occhiolino.

 

 

 

 

La strada sale un po', l'asfalto è buono, si guida bene anche se fa caldo e il paesaggio si inasprisce sempre di più fino a

diventare in pochi km un deserto polveroso. Sono le 5 di pomeriggio quando la strada diventa una enorme carraia di

asfalto distrutto, pieno di buche e ghiaia..neanche i camionisti vogliono guidare in queste condizioni e molti scelgono di

seguire la direzione della strada ma guidando a lato della strada stessa, nei campi..in effetti si va meglio e anche noi

facciamo così. Huub fatica con la sua kawasaki w650 e dopo 10 km annuncia: “Se è tutta così, il mio viaggio finisce qui!!”

Attimi di panico...pensavo che fosse chiaro che potessero capitare brutte strade, ne abbiamo parlato più volte, ma forse

la realtà ha superato la sua fantasia..continuiamo per un'altra decina di km ma il villaggio più vicino è a 60 km e Huub non

va più di 15-20 km/h, non possiamo farcela prima che il sole tramonti e guidare al buio qui è una follia; lui insiste ma io di

più e lo convinco a campeggiare dietro ad una collina 200m a lato della strada. Nessuno ci può vedere dalla strada,

così parcheggiamo le moto, picchettiamo le tende e utilizziamo le rovine di una piccola casetta come base per la nostra

cucina. Il tramonto è un regalo tutto per noi, tutti gli orizzonti ci stanno davanti. Mangiamo un risotto con pollo e

zafferano, non male ma neanche una prelibatezza, ci beviamo un caffè e risparmiamo la poca acqua per la mattina dopo.

 

 

 

 

 

 

 

Come arriva il buio andiamo a dormire, è la prima volta che campeggio into the wild quindi ci metto un po' ad

addormentarmi (anche perchè mi sono dimenticato il materassino a casa...ma si può???!!!!). La mattina dopo Huub è più

determinato ad affrontare la brutta strada che ci accompagnerà per quasi 300 km, si vede che ci ha pensato durante

la notte, così ci mettiamo in sella e ci fermiamo al primo villaggio per fare scorta di acqua. Facciamo una breve colazione

(durante la quale ci offrono già vodka) e scambiamo qualche parola con la gente del posto, un paio di foto e siamo di

nuovo in sella.

 Guidiamo tutto il giorno in mezzo alla polvere e al vento, 10 ore, io in piedi sui pedali faccio anche 60 km/h,

Huub con pazienza e ostinazione segue e riusciamo a percorrere quasi 200 km. Ci fermiamo che sta facendo buio

in una ottima gastonitza gestita da una famiglia direi di una quindicina di persone. Riusciamo a lavarci in una piccola

stanzina a lato della casa dove ci sono due barili di acqua, una fredda e una bollente, riscaldata con il gas che viene

da una bombola.

Ci saranno 50 gradi con un umidità del 99% in questo piccolo spazio, tipo bagno turco. Mescolo le due acque in un

recipiente e mi lavo con una spugna...che figata!! Un salto indietro di 70 anni, penso che magari i miei bisnonni si

lavavano così!! Un piccolo serpente attraversa la stradina dietro casa, mi dicono “hey italiano” e mi mostrano la

bestia, salto via come una lepre...dicono che è innocuo...ah allora tranqui !!! Mentre il sole tramonta vedo Berik

che riporta a fatica le pecore nell'ovile così lo aiuto e faccio la mia prima esperienza da pastore e mi sporco di

nuovo..femo finta de gnente!! Intanto arrivano altri membri della famiglia, si parla a gesti, tutti insieme, bevendo

birra e mangiando pesce secco.

 

 

 

 

Si sta da dio, ci fanno veramente sentire a casa. Per cucinare usano 3 mattoni sui quali appoggiano la pentola e

sotto i quali arriva il cavo del gas. Il cibo è ottimo, anche se non mangiamo tutti assieme, noi siamo comunque

ospiti e stiamo nella sala davanti con altri viandanti.

 

La notte mi sveglio perchè Berik viene a dormire nella camera degli ospiti con me e Huub, è sbronzo di vodka a

manetta..qua la vodka fa davvero dei danni!! Il giorno dopo Berik mi insegna a tagliare via la lana alle pecore,

prometto davvero bene come pastore, se non avrò successo come scienziato mi posso dedicare alle pecore!!

Mi dice che la lana verrà mandata in Francia. Salutiamo e ripartiamo.

 

In un paio d'ore riusciamo a raggiungere di nuovo l'asfalto e ci dirigiamo a Nord. Abbiamo solo 10 giorni per attraversare

il Kazakhstan ed è parecchio grande. Incontriamo una ragazzo e una ragazza tedeschi che viaggiamo in bici, sono

partiti da Berlino e stanno andando in Uzbekistan, fura ad testa!!

 

Riusciamo ad arrivare fino a Qulsari, troviamo un posto per la notte e andiamo in paese per magiare qualcosa.

Huub suggerisce a piedi, ci sto: ci incamminiamo, 6 km...e comincia a piovere..femo finta de gnente..il paese è

praticamente una serie di casette e palazzi in rovina, ci sono una serie di strade principali asfaltate e il resto è

tutto solo terra. Ceniamo con una coppia sulla 40-50ina che ci indica dove andare per trovare qualcosa da mettere

sotto i denti...non è facile trovare qualcosa qui. Sono musulmani quindi lui prende una birra non alcolica e lei non

prende niente, lui rutta come un pazzo, Huub non sente e io faccio finta di niente a parte il primo rutto che

non me lo aspetto ed è di una potenza devastante quindi salto un'attimo sulla sedia, non me l'aspettavo!!!

Il giorno dopo arriviamo attraverso un paesaggio che cambia molto ma molto ma molto ma molto lentamente

ad Atiraw, pochi km, non mi sento granchè. Mentre cerchiamo un posto per la notte mi viene incontro una voce

che dice “Ne avete fatta di strada!!”. Bello sentire una voce italiana così lontano da casa, lui è qui per lavoro da

7 anni, mai andato fuori dalla Atiraw e mi consiglia di stare attento perchè in Kazakistan c'è pieno di delinquenti

“fetentelli” dice lui. Va via e dopo 45 secondi arriva un signore con i baffi che mi dice di essere un motociclista

e invita me e Huub a dormire a casa sua. Accettiamo. Si chiama Slava. Arriviamo a casa sua, garage privato

con 2 macchine e 3 moto. Ci fa mettere comodi, ha la sauna in casa, una doccia pazzesca che per entrarci

dentro devi scalare una scaletta tipo piscina. Ci offre la cena e della vodka a manetta..il mio stomaco ringrazia...

dopo cena ci porta nel retro del suo garage dove ha un'acqua-scooter da 250 CV e un parapendio a motore.

Poi ci chiede se vogliamo giocare a biliardo e ci porta al piano di sopra dove c'è un biliardo russo che sarà lungo

3 metri o più, mai visto un biliardo così grande; nella sala di fianco c'è anche il ping pong...la situazione è assurda

anche perchè il nostro russo è poca cosa (il mio è inesistente, Huub riesce a parlare in qualche modo). Mi fa anche

arrivare a domicilio il materassino per dormire che mi sono dimenticato a casa...incredibile!! Dopo un'oretta

arrivano anche altri 6-7 bikers del phantom club di cui fa parte Slava, con le loro moto, arrivano sgasando

come pazzi..ci danno l'adesivo del club e ci dicono che siamo degli eroi...ciao eroi..non esageriamo..

Alec, uno di loro, parla un ottimo inglese e ci spiega che la strada che va dal lago Bajkal a Vladivostok è praticamente

inesistente in estate per via del ghiaccio che si scioglie e rende la “strada” una striscia di fango. Per Huub è

impossibile con la sua moto e quindi decidiamo che dopo la Mongolia ritorneremo in Europa in moto, invece di

fare 4000 km ad est ne facciamo 10000 ad ovest su strade miegliori, dovremmo metterci lo stesso tempo.

Slava ci dà anche il numero di un suo amico, Sergej, che ci può aiutare ad Aktobe.

 

 

 

La mattina dopo partiamo in direzione di Uralsk, Slava e suo figlio ci accompagnano fuori dalla città con le loro moto

in modo che non possiamo sbagliare strada, sono 500 km e alle nove siamo già in viaggio. Il paesaggio cambia lentamente,

ma finalmente cambia passando dal deserto polveroso ad un paesaggio tipico da windows xp, così lo chiamiamo io

e Huub per intenderci .

 

Arriviamo la sera e troviamo finalmente una connessione a internet, così riesco a sentire Irene via skype.

E' la sera che l'inter gioca e vince la champions e questo diventa un punto di contatto con la popolazione locale

che nei giorni successivi diverse molte mi dice: “italiano? Inter-bavaria bla bla...ahahah italy italy niet germany”,

mi fa quasi piacere che l'inter abbia vinto!! Io sono abbastanza a pezzi e il mio stomaco non mi dà tregua così

mi addormento senza tanti complimenti. Il giorno dopo ci avviamo verso Aktobe, ci mettiamo un po' ad uscire da Uralsk

e visitiamo un po' tutti i quartieri della città in moto a causa dei continui errori.

 

Appena usciti ci fermiamo a far benzina e controllare le gomme, così un ragazzo, come tante altre volte si avvicina per

chiedere da dove veniamo e dove andiamo, parla inglese, è una rarità che apprezziamo. Poco dopo ci ferma una

macchina e c'è lui a bordo con un amico che ci invitano a passare la giornata con loro, stanno andando a pesca.

Io e Huub ci guardiamo un secondo e decidiamo di accettare, così ci portano vicino ad un laghetto imboscato

dove montiamo le tende e prepariamo un picnic in attesa che arrivi l'ora della pesca. Il picnic funziona che si

beve una birra, si mangia qualcosa e ognuno propone un brindisi mettendosi in ginocchio e poi si brinda con vodka

liscia (il mio stomaco continua a ringraziarmi..).

 

 

Mentre Huub e Ruslan vanno al paese vicino a fare il pieno di vodka e altre cose utili al nostro campeggio,

io e Marat prepariamo la legna per il fuoco che ci servirà per cucinare e chiacchieriamo di diverse cose, anche di religione.

Loro sono musulmani, ma devono avere una versione soft del corano o quella che ci danno ad intendere in

Marocco e Turchia sono la versione hard!! Si può bere e si può non pregare 5 volte al giorno. Come dice Marat

la religione ce l'hai dentro, non c'è bisogno di sfoggiarla 5 volte al giorno, ci si annoia pure!! Io sono d'accordo.

Dopo il picnic alcolico propiziatorio la pesca comincia con un gran sorriso e i pesci abboccano alla grande, io pesco

anche il più grande di tutti!!!

 

All'imbrunire puliamo il pesce e mi viene in mente il mio amico Bobo quando dice che se devi pensare a trovare da mangiare,

bere e dormire non hai tempo per farti delle gran pare...oggi è stato proprio così, sono convinto che gli sarebbe piaciuto!!

Il fuoco e la cottura sono da artisti di altri tempi...

 

 

Il pesce lessato e la zuppa di pesce sono ottimi, li mangiamo anche il giorno dopo per colazione (niente caffèlatte e biscotti).

Ormai è tardi e ci infiliamo nei sacchi a pelo. E' stata una giornata di qualità, questo incontro mi ha trasmesso molto,

è stato davvero sincero, vero, insomma una giornata tra amici con cui si sta bene anche senza capirsi del tutto, anche

senza condividere la stessa quotidianità. Ci scambiamo le email e speriamo di sentirci presto.

 

 

Il giorno dopo raggiungiamo Aktobe dove chiamiamo Sergej, l'amico di Slava, che arriva in moto con un amico a cui

si aggiunge un altro amico,Vitalik. Insieme ci portano in un piccolo albergo, ci aiutano a portare in camera i bagagli e

a parcheggiare le moto. Davvero un ottimo benvenuto, come dicono loro: Bike Brothers!!

 

 

Ci fermiamo insieme in un bar a bere qualcosa e pian piano arrivano altri motociclisti, ne arriveranno almeno una decina.

Ci offrono anche la cena...grazie!!! Ci capiamo a fatica, ma a parlare di cilindri e pistoni si riesce sempre!! Ci aiuta un po'

un ragazzo del tavolo accanto che poi mi invita a passare un po' di tempo al tavolo con lui e i suoi amici per raccontare

loro del nostro viaggio: loro fanno domande, lui traduce, io rispondo e lui traduce. Sono molto colpiti e vogliono fare un

sacco di foto assieme..ci fanno veramente sentire i benvenuti. Molti in Italia e anche qua ci avvertono che il Kazakistan

è pieno di criminali...a me sembra l'opposto, sarà che siamo in moto ma sono tutti molto gentili, ogni volta che ci

fermiamo la gente ci saluta, ci offre da bere, ci fa foto e video, ci aiutano a trovare da dormire e da mangiare,

davvero ovunque!! La mattina dopo chiamiamo Vitalik che ci viene a prendere e ci porta sulla strada che giusta che

esce da Aktobe in direzione di Astana. Ci mettiamo 3 giorni a raggiungere la capitale, 3 giorni in cui riporto marmotte

sulla strada, vodka nelle gastonitza e bellissimi tramonti.

 

 

 

 

All'entrata di Astana ci controlla la polizia, facciamo amicizia e scattiamo una foto con kalashnikov !!

 

Astana non è un granchè...un altro poliziotto ci aiuta a trovare da dormire, ci dà il suo numero di cellulare e ci dice

di chiamarlo se abbiamo problemi. Poco da riportare della capitale se non Toto Cotugno che risuona in ogni bar e

i bambini che giocano con le tubature dell'acqua calda.

 

Ci fermiamo due giorni a lavare i vestiti, a riorganizzare i bagagli (prendo una borsa nuova da mettere sulla sella...

va molto meglio!!!)

 

e a riprendere un po' di fiato, fino ad ora non ci siamo mai fermati due notti nello stesso posto.

Quando ripartiamo andiamo in direzione di Pavlodar che è l'ultimo stop prima di attraversare il confine con la Russia.

Come ogni città vicino al confine anche a Pavlodar ci sono delle particolarità, così nella piccola e semplice gastonitza

dove alloggiamo, la signora che gestisce il posto invita Huub ad uno strip e gli dice di andare di sotto dove si nasconde

un bar con spogliarelliste...mega imboscato, secondo anche illegale!! Huub rifiuta e mi raggiunge in camera.

Il giorno seguente abbandoniamo il Kazakhstan

 

con una procedura che dura solo 3 ore in frontiera, sinceramente mi aspettavo peggio...neanche una tangente...

aveva ragione Ale Canetta che l'Azerbaijan è super corrotto rispetto agli altri paesi. Ci fermiamo per la notte in un

piccolo paesino dove diventiamo subito la notizia e il giorno seguente alle 8,30 (che sono poi le 9,30 perchè è cambiato

ancora il fuso orario..adesso siamo a +5 rispetto all'Italia) ci bussano alla porta perchè la televisione locale ci vuole

intervistare. Così andiamo al parco e facciamo l'intervista + foto. I miei sponsor saranno contenti che ho aperto un nuovo

mercato ad est...adesso qua li conoscono tutti !!!

 

 

 

Da qui comincia l'avventura siberiana (sì siamo in Siberia!!) che ci porta prima a Barnaul per un check delle moto e

un cambio gomme e poi in Mongolia.

Al prossimo appuntamento.

 

PS Da adesso grazie a Ghino si può anche commentare tutti gli articoli, anche nella sezione video!

Last Updated on Wednesday, 02 June 2010 17:55
 
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