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Russia 2, il ritorno in Europa PDF Print E-mail
Written by Pietro   
Monday, 19 July 2010 13:30

Riprendo la storia che ci porta ad attraversare una Siberia infinita. Eravamo rimasti a Kemerovo quando conosco Seppo e il suo gesso che copre interamente il piede e prosegue fino a sotto il ginocchio...nessuna voglia di smettere di guidare...Huub cammina quasi bene, meglio con le scarpe che con gli stivali. Seppo ha una frattura scomposta del perone, più o meno nello stesso punto in cui anche Huub ha la frattura ma l'osso di Seppo è davvero spezzato. Si sono fermati qualche giorno fa dopo aver guidato per 2000 km da Ulaan Baatar fino a Kemerovo, perchè il dolore aumentava. Nell'ospedale di Kemerovo hanno mosso la frattura cercando di mettere in asse i due pezzi del perone e poi l'hanno ingessato, infatti fino a quel punto Seppo si era rifiutato di farsi ingessare. Ci fermiamo 2 giorni per lavare via tutta la polvere che ho accumulato nell'ultima settimana in Mongolia e per dare un po' di riposo alla gamba. Decidiamo di riportare a casa Seppo, detto anche Sleppo perché la mattina è l'ultimo ad alzarsi, e di guidare fino in Finlandia, un'altra deviazione che aggiunge forse 1000 km, ma siamo carichi per provare la vera sauna finlandese. Dopo due giorni Huub riduce il gesso togliendo tutta la parte del piede in modo che Seppo possa guidare, mentre io gli faccio l'eparina per evitare una possibile trombosi.

 

Seppo è un'uomo finlandese di 48 anni, non lo diresti mai ma ha 48 anni, vive ad Helsinki, ha perso il lavoro a causa della crisi economica e ha deciso di partire per 3 mesi con altri due finlandesi, con destinazione Pamir in Tagikistan credo, passando per Mongolia, Kazakistan, Kirgizistan e Uzbekistan. Guida una BMW 1200 GS, come dice Huub British Motorcycle Works, e ad Ulaangom in Mongolia è caduto rompendosi il perone della gamba destra. Brutta frattura. Ha guidato fino ad Ulaan Baatar stringendo i denti e qui ha incontrato Huub dove hanno deciso di muoversi assieme formando così il Limping Team, o O-limping team. Questo è Seppo

 E questo è il suo osso fratturato!!

Sono passati due giorni da quando sono rientrato in Russia e in teoria ho 72 ore per registrare la mia presenza in Russia, dovrebbe funzionare così: appena si entra in Russia entro 72 ci si deve registrare e se si rimane per più di 3 giorni lavorativi nello stesso stato russo allora ci si deve registrare nuovamente e così vale per tutto il periodo della permanenza in Russia. Di solito gli alberghi forniscono il servizio di registrazione per gli ospiti, ma non le gasinitza e nemmeno l'albergo in cui ci troviamo noi a Kemerovo perchè è registrato come centro sportivo. Perdo 3 ore insieme a Sasha (quello con il cappellino jamaicano nella foto), un ragazzo che penso lavori nel centro sportivo, ma non ne sono sicuro, per cercare di registrarmi ma nessun albergo mi vuole registrare, non capisco il perché. Vado all'ufficio del comune con Sasha, mi mandano in un altro ufficio che però è chiuso, quindi rinuncio. Ce ne andiamo da Kemerovo e decidiamo di fermarci a Novosibirsk, a 250 km da Kemerovo in modo che Seppo prenda confidenza col gesso alla guida.

A Novosibirsk ci aspettano Katia e Sasha, due amici che Seppo ha conosciuto all'andata, sulla via che l'ha portato in Mongolia. Katia e Sasha sono due ragazzi giovani, sui 26 anni, entrambi con un matrimonio fallito alle spalle, vivono assieme e si vede che stanno bene assieme. I loro amici sono motociclisti, ci danno un gran benvenuto e poi ci prendono come passeggeri sulle loro moto per portarci a festeggiare in un bar. Naturalmente senza casco, qualcuno anche senza targa, facciamo 1 km da passeggeri e per me è più dura che farne 100 sulla mia moto. Sono tutti molto gentili con noi, e mente beviamo birra e vodka arriva un loro amico medico che taglia via il gesso di Seppo, gli fa un massaggio e gli dice che la gamba deve essere libera. Torniamo a casa di Sasha e Katia dove grazie alla vodka scatta una jam session con fisarmonica russa e flauto traverso, musica russa. Il giorno seguente cerco di registrarmi fuori tempo a Novosibirsk, andiamo all'ufficio immigrazione, ma l'ufficiale non mi vuole registrare perché il mio visto risponde ad un invito personale che proviene da Kirow...un sacco si storie...l'atmosfera si altera un po' soprattutto quando Huub suggerisce all'ufficiale di darmi un foglio su carta intestata in cui lui spiega che si rifiuta di registrarmi e il motivo per cui non mi vuole registrare...chiaramente firmato...in 10 secondi ci vuole sbattere fuori!! Non mi muovo, ottengo un foglio che è una versione morbida di quello che Huub ha suggerito. Concludiamo la conversazione dicendogli che è lui e il suo ufficio sono inutili! Vado nell'albergo centrale a Novosibirsk e per 20 Euro mi registrano in 10 minuti. Seconda tappa in ospedale per lastra alla gamba di Seppo e gesso nuovo, comunque ridotto in modo da poter guidare. Passiamo 2 giorni davvero piacevoli in compagnia di Katia e Sasha e prima di ripartire Sasha cerca anche di insegnarmi i canti di gola tipici della Mongolia e della Repubblica di Altai...non ce la posso fare!!

 

Ripartiamo da Novosibirsk, in direzione Kirow dove il nostro contatto Vladimir Kishlukin dell'IPA, international police association, ci aspetta. Attraversiamo tutta la Siberia Occidentale, passando Omsk, Thiumen ed Ekaterinburg. Aveva ragione Sergio Fini, un sacco di zanzare, mosche e mosconi. Passiamo le nottate in gastinitze sulla strada frequentate da camionisti e puttane, capita anche di avere la sauna in una di queste e ne approfittiamo. Le zanzare ci uccidono, un esempio: una sera esco per una pipì nel campo, colleziono 16 becchi in 20 secondi, interrompo la pipì e corro dentro...Nelle nostre sistemazioni l'unico metodo utilizzato per catturare mosche e zanzare è costituito da una specie di scotch appeso al soffitto a cui rimangono impigliate le mosche e le zanzare. Ecco una foto + foto delle gambe di Huub.

 

Arriviamo ad Ekaterinburg dopo qualche giorno, qui l'Asia (la Siberia) finisce e ricomincia l'Europa...sinceramente non lo sapevo che una parte così grande di Russia con città come Perm e Kirow facessero parete dell'Europa...ma c'è anche un cartello che indica la linea di divisione..ci fermiamo per qualche foto...non so quale scegliere quindi ne metto più di una!!

 

La catena della mia moto a questo punto è alla frutta, si sta allungando talmente tanto che rischio che salti sulla corona, devo aggiustarla tutti i giorni e se la tiro peggioro la situazione perchè si allunga ancora di più...ho fatto quasi 20000 km con questa catena su sabbia pietra e fango, devo cambiarla. Quando arriviamo ad Ekaterinburg vedo un'insegna Honda così decido di seguirla, i ragazzi mi vengono dietro. Chiaramente è la la concessionaria Honda auto, ma chiedo comunque. Spieghiamo la situazione, il viaggio che stiamo facendo e che ho bisogno di una catena nuova....risposta: siamo invitati per un pranzo di lavoro nel ristorante della concessionaria che è anche la più grande concessionaria Honda di tutta la Russia. Mentre Seppo e Huub mangiano io vado con il loro meccanico in città a cercare pignone e catena nuova. Lui guida come un pazzo, lascio le mie unghie sul rivestimento interno della sua macchina!! Troviamo entrambi i pezzi, catena RK, pignone non originale ma mi accontento, lo cambierò quando torno a casa.

 

Oltre alle auto nel garage Honda c'è anche un quad (si scrive così?), quelle moto con 4 ruote....e il meccanico, oltre ad essere un pazzo con la macchina, lo è ancora di più con il quad e ci mostra quello di cui è capace. Lo proviamo anche io e Huub.....ciao....troppo potente!!

Prima di arrivare a Kirow ci fermiamo ad AFASINIOVA (GPS 58.86313 E 53.24467), è tardi e siamo stanchi. Troviamo una gastinitza senza garage, così chiediamo ai vicini e uno si offre di liberare il suo garage per noi. Come al solito la gente nei villaggi è molto più gentile che nelle città e ci accoglie a braccia aperte. Nel giro di mezz'ora iniziamo il tour dei bar del paese, 2 bar...., beviamo insieme ai locals che ordinano il cibo per noi e ci offrono il bere. Cerchiamo di offrire da bere e Valentino che quasi si arrabbia, ma alla fine ci riesco, in fondo la mia parte siciliana/calabrese riesce sempre ad imporsi in qualche modo, anche sui russi!! Finisco per ballare insieme a Huub e ad una signora georgiana super ciccia in uno dei due bar. La mattina seguente mi sveglio di botto quando vedo la porta della nostra camera aprirsi e vedo un tizio entrare. Huub non c'è, Seppo russa,, lo chiamo mentre questo si avvicina al mio letto. Lo riconosco, è uno dei ragazzi del bar, quello con la moto, che è venuto a dirmi che vuole venire con noi a Kirow in moto. Gli stringo la mano, gli dico ok e faccio per stendermi di nuovo, ma gli devo dare un'orario, non so dove sia Huub quindi mi devo alzare per trovare Huub e organizzare la cosa; prendo il mio casco e salgo su con lui in moto che non mi sono ancora lavato la faccia. Di Huub nessuna traccia così gli do appuntamento per le 11 davanti alla nostra gastinitza. Faccio colazione e incontro qualcuno dei ragazzi della sera prima che ancora sta bevendo birra alle 9 di mattina!! Huub torna, è stato dal barbiere!! La notizia di noi si sparge e mentre mangiamo qualcosa al bar prima di partire, vengono due ragazzi a chiedere di intervistarci per la gazzetta locale e ci fanno anche qualche foto.

Alle 11.30 il nostro nuovo amico motociclista non c'è così partiamo in direzione Kirow. Arriviamo nel tardo pomeriggio, la prendiamo comoda. Ad aspettarci Vladimir, Viktor e Sofia che traduce. Vladimir è stato il contatto di Huub per ottenere il visto russo. Ci serviva un invito per ottenere il visto russo e attraverso l'IPA Huub si è messo in contatto con Vladimir, anche lui membro dell'IPA in Russia. Vladimir ci ha inviato un invito privato in Marzo e così abbiamo ottenuto il visto doppia entrata per la Russia. Incontriamo a Kirow il ragazzi che ci ha svegliato la mattina...dice che siamo partiti alle 10,30 senza aspettarlo...non capisco....poi realizzo che è cambiato l'orario e che quindi siamo un'ora indietro rispetto a due giorni prima e praticamente l'abbiamo bidonato senza rendercene conto...mi dispiace ma non riesco a spiegarglielo in russo; sembra comunque che non se la sia presa troppo. Spero che trovi la spiegazione qui sul blog.

Viktor si offre di ospitarci nella sua dacia, casa in campagna, dove in estate vive con sua moglie. La casa è stupenda, la stanno ancora finendo di mettere a posto, ma è già strabella, con “bagna” russa annessa e orto pieno di verdura, frutta e frutti di bosco come fragoline, mirtilli, lamponi, fragole...si sta da dio, unico inconveniente una marea di zanzare!! Siamo anche vicini al fiume che attraversa la città di Kirow, che si chiama Viadka, che sfocia nel fiume Kama che sfocia nel Volga che sfocia nel mar Caspio. Viktor, ex-poliziotto, possiede la concessionaria Opel e Chevrolet. Ha un ottimo garage con ottima attrezzatura tedesca. Lasciamo le nostre moto lì per i 3 giorni che passiamo a Kirow. Il secondo giorno abbiamo un'intervista fissata per la rivista dell'IPA che pubblicherà un secondo articolo su di noi. Così la mattina siamo nel caffè della concessionaria Opel con giornalista, traduttrice, Paul Cross, un inglese giramondo che adesso vive a Kirow, Viktor, il capo dell'IPA locale più accompagnatrici.

Raccontiamo del nostro viagggio e nel pomeriggio Viktor ci fa da Cicerone per la città di Kirow con Veronica. Viktor e sua moglie ci offrono un'ospitalità sincera, vera, persone felici e semplici nonostante la posizione che ricoprono nella società.

Il giorno dopo visitiamo la sede dell'IPA, dove scattiamo qualche foto storica di Huub con la divisa della polizia plurimedagliata del capo.

 

 

Come se non bastasse anche la tv locale è chiamata alla concessionaria di Viktor dove veniamo filmati mentre guidiamo le nostre moto e mentre diamo le nostre impressioni sulla Russia. Veronica si emoziona così viene Jana a tradurre per noi. Sottolineiamo durante l'intervista quanto sono pazzi i russi alla guida e le differenze tra villaggi e città. Proviamo qualche battuta ma l'umorismo non prende il volo...amen!!

Il resto del pomeriggio Vladimir ci mostra l'università dove lui insegna e la scuola dell'IPA.

Il giorno seguente decidiamo di ripartire quindi andiamo a riprendere le nostre moto in città alla concessionaria di Viktor che ormai è diventata la nostra casa base. Come siamo pronti per partire le impiegate di Viktor scendono in strada per fare qualche foto con noi e le moto. Ecco qualche esempio.

Continuiamo in direzione Finlandia, attraversiamo ancora boschi e finalmente raggiungiamo e attraversiamo il mitico Volga. Ci fermiamo in un paio di gastinitza lunga la via e passiamo la penultima notte russa vicino a Ribyinsk doce ci prendiamo una sbronza colossale davanti ad un lago per finire i rubli.

 

 

Arriviamo in Finlandia in due giorni...molte differenze, quelle differenze che ti fanno capire che sei tornato davvero in Europa e soprattutto che sei in un paese ricco: in strada non c'è nessuno, l'asfalto è perfetto, nessuno cerca di ucciderti correndoti addosso, ci sono un casino di cartelli stradali. Questa storia dei cartelli stradali è pazzesca, sembra che ne mettano tanti apposta per farti sentire in colpa se non li leggi tutti!! Il primo dice Helsinki 187 km e dopo 2 km Helsinki 185 e dopo 1 km ancora Helsinki 184...ho capito !!! In Russia c'era un po' più di fantasia e si andava un po' più a risparmio....esempio Irkutsk 1900 e per 50 km niente, poi Irkutsk 1970 km e allora pensi che hai sbagliato strada ma perseveri e dopo 50 km Irkutsk 1700 km...insomma prima o poi arrivi senza troppi stress di quanti km mancano alla meta.

Ad Helsinki ad aspettarci c'è Sirka, la moglie di Seppo, Sinna e Mirka le figlie. Facciamo una sauna spettacolare, cena e letto come dei bimbi tramortiti. Ormai il gesso di Seppo se n'è andato da un pezzo, piegato, umido e stanco di stare alla gamba di un pazzo motociclista finlandese quindi la prima tappa è l'ospedale che si presenta in Finlandia più come un ufficio che come un ospedale...non mi fa una buona impressione. Un medico di base lo vede e gli fa fare una lastra. Dice che la frattura si sta saldando bene e che non c'è bisogno di operarla. Seppo è super contento e pensa di continuare il viaggio verso l'Olanda e forse l'Italia, staremo a vedere, intanto aspettiamo mercoledì per la visita con l'ortopedico. Si fa visitare anche Huub, anche per lui lastra della gamba e anche per lui esito positivo! Insomma notizie positive.

Passiamo i giorni seguenti nella casa estiva di Seppo al lago dove Sirka cucina pranzi e cene splendide, beviamo vino e birra e nuotiamo nudi nel loro lago. La loro casa è spendida e il tramonto sul lago è spettacolare.

 

Questo è il lago a mezzanotte.

Prima di ripartire facciamo qualche lavoro sulle moto. La mia moto sembra un po' affogare, il filtro dell'aria potrebbe essere la ragione quindi decido di cambiarlo e di controllare anche le candele. Decisamente il filtro è sporco...Huub dice che è il più sporco che abbia mai visto...bene!!

Cambio anche filtro dell'olio, olio motore e pastiglie del freno posteriore ormai inesistenti.

Mercoledì ripartiamo, porto anche lo zio Huub in Olanda e poi si torna a casa dopo 3 mesi. L'emozione continua.

 

Alla prossima

Last Updated on Monday, 19 July 2010 18:03
 
Mongolia – Tutti i colori di un'avventura PDF Print E-mail
Written by Pietro   
Thursday, 01 July 2010 14:19

Eravamo rimasti ad Ulaan Baatar e all'inizio della nostra avventura mongola. Spero con questo racconto di poter trasmettere almeno in parte l'emozione di questo paese, di farvi immaginare quanto il petto si possa gonfiare per la visione di una terra meravigliosa.

Visitiamo Ulaan Baatar e facciamo conoscenza con altri ospiti della nostra guest house, molti viaggiatori da diversi paesi, soprattutto motociclisti venuti a misurarsi con le “strade” della Mongolia. La città è quantomeno caotica, non si gira, code di macchine e autobus ovunque, bisogna avere 1000 occhi per non sbattere contro nessuno. Facciamo il nostro giro panoramico e visitiamo il monastero principale (monastero Gandan) costituito da diverse unità e dove nel principale tempio risiede un'enorme statua di Buddha costruita nel 1956 in onore del 2500 anniversario della morte di Buddha.

Visitiamo la piazza principale, Sukbatar, e ci perdiamo un po' in giro prima di fare ritorno nel nostro ger cittadino, OASIS, fortemente consigliato per motociclisti e se si cerca compagni di viaggio. Lì conosciamo tra gli altri due motociclisti olandesi che sono appena arrivati e che da lì a due giorni faranno il nostro stesso tragitto, mentre noi decidiamo di partire l'indomani. Ci salutiamo sperando che i nostri percorsi si incrocino di nuovo.

Il mattino dopo ci rimettiamo in marcia, obiettivo raggiungere la vecchia capitale Xaraxorun. Dopo circa 150 km di strada l'asfalto scompare e lascia il posto ad una serie di piste sterrate, una decina, senza indicazione alcuna, quindi navighiamo con la direzione del sole e del gps. Quando ci rendiamo conto di aver sbagliato tagliamo attraverso il campo cercando la pista che va in direzione di Xaraxorun. All'imbrunire abbiamo percorso circa 250 km e decidiamo di chiedere ospitalità ad una famiglia che vive in un ger, una delle abitazioni tipiche mongole, costituita da una tensa bianca circolare in cui si trova un fuoco, due letti, un tavolino e qualche credenza in cui vengono conservatin tutti i loro averi. La famiglia è composta da padre, madre, 2 figli maschi e una figlia femmina che al momento vive e studia ad Ulaan Baatar. Montiamo le nostre tende con il loro aiuto. Ormai esperto pastore li aiuto a radunare le pecore, ma questa volta a cavallo.

Mentre la madre, il vero capo della situazione, munge le vacche, noi cerchiamo di catturare i vitellini che corrono, funziona così: uno dei due fratelli a cavallo con un lazo rincorre il vitello, gli lancia il lazo al collo e lo ferma, io e l'altro ragazzo catturiamo e “fermiamo” il vitellino e lo tiriamo fino al recinto, anche se lui tira in direzione opposta e tira forte, più di un pitbull !! Bevo il latte appena munto, in pochi minuti c'è uno strato di panna sopra e il gusto è diverso dal gusto che ho sempre associato al latte...immagino che questo sia il gusto vero, assaggio quindi per la prima volta il latte!! Ci raduniamo attorno al loro tavolo e cerchiamo di comunicare in qualche modo e quando fa buio, tutti a dormire.

Il giorno seguente dopo circa 50 km di strada comincia ad esserci della sabbia e Huub cade, sente un clic nella zona della caviglia destra, proviamo ad andare avanti, ma il dolore aumenta, così ci fermiamo in un piccolo bar dove lo visito, dall'alto della mia esperienza di caviglie malandate e secondo me è una distorsione...decidiamo di tornare ad Ulaan Baatar. Durante il percorso inverso incontriamo i due motociclisti olandesi e uno dei due è un medico che gli dice di riposare, potrebbe essere una distorsione o qualcos'altro. Se diventa blu bisogna fare una lastra, questo il suo consiglio. Io la farei comunque, ma Huub decide di rimandare e torniamo all'Oasis in città dove alloggiavamo prima. La caviglia è molto gonfia e il male aumenta, Huub non riesce a piegarla ma dice che in 5 giorni secondo lui è a posto, si vuole riposare. Il giorno dopo stiamo a riposo e conosco Thomas, un ragazzo tedesco che si è separato dai suoi 2 compagni, ha attraversato la Mongolia in moto e ha qualche giorno a disposizione così abbandono Huub per 2 giorni e vado con Thomas nel parco naturale di Terelj a 80 km da Ulaan Baatar. Il paesaggio è pazzesco, davvero bello, formazioni rocciose con diverse forme di cui la più spettacolare ha la forma di una tartaruga. Decidiamo di noleggiare un cavallo per una giornata, lui è già stato a cavallo 5 volte, io una sola col Bonaz in Messico quindi preferirei prendere una guida, ma lui dice che non c'è problema, che è facile e che lui sa andare così prendiamo solo 2 cavalli. Lui parte senza problemi, io ci metto mezz'ora con l'aiuto di un bambino del posto a portare il mio cavallo lontano dal “maneggio”. Da lì cominciamo a conoscerci e nel giro di un'altra mezz'ora al suono UCC il mio cavallo inizia a trottare e a galoppare per le monstagne e le colline, da una vallata all'altra, tra i boschi e i fiumi, e mi tocca aspettare Thomas che deve trainare il suo cavallo che non ne vuole sapere di andare in salita...ahahah...in più ogni volta che parte al trotto il suo cavallo scoreggia come un pazzo, giuro avrà emesso 100-200 litri di aria...ahahah...pazzesco!!!

 

Prima di fare ritorno ad Ulaan Baatar andiamo a visitare l'enorme statua d'acciaio di Chinggis Kahn.

Lì incontriamo Henk, il Terzani della situazione di cui vi avevo parlato la volta scorsa, che mi dice che Huub ha una sorpresa per me. Così torniamo ad Ulaan Baatar con la speranza che ci sia stata una svolta e che la nostra avvenutra mongola non sia già sul finire. Quando arrivo, Huub mi dice che 1) durante la notte il piede è diventato blu senza il bendaggio che gli avevo fatto e che quindi è andato a fare una lastra. Diagnosi: frattura del malleolo del perone. Lui dice che in 5 giorni sarà a posto di sicuro 2) motociclisi australianI sono arrivati da Vladivostok dicendo che la strada è quasi tutta asfalto. Conclusione: riprendiamo il piano originale e andiamo in Giappone? Credo che si aspettasse da me una reazione positiva che però non arriva: non credo che la rottura del malleolo del perone a 61 anni sia meglio di una distorsione, non mi sento di guidare per 4000 km con ua caviglia rotta a fianco che si può rompere di più, il Giappone non è più la meta dentro di me, vorrei guidare fino a casa e non voglio abbandonare l'avventura mongola. Gli dico che ci penso e mando foto delle lastre in Italia a mio padre per avere una diagnosi più sicura. Confermata la frattura composta del malleolo del perone. Prognosi: un mese col gesso.

Mi prendo la giornata seguente, domenica, per andare al mercato con Thomas e Ani, una signora svizzera sui 60 che gira il mondo da anni con suo marito (3 anni per andare dalla Terra del Fuoco al Canada...questi sono pazzi davvero). Qui compro una pompa cinese per biciclette, 1 euro, non si sa mai che mi possa servire...

Quando sto per tornare ricevo un sms da Huub che mi dice che altri australiani sono arrivati e che uno parte il giorno dopo da solo per il Belgio, in moto, e vuole attraversare la Mongolia. Penso che ci abbia pensato e abbia realizzato l'impossibilità per lui di guidare, per lo meno in Mongolia. Interessante, ma prima devo sistemare Huub, così il lunedì mattina cerco di organizzare la spedizione di Huub + moto a Novosibirsk in Russia, sulla transiberiana in modo da vedere se nel frattempo le condizioni di Huub migliorano e portarlo ad ogni modo su strade asfaltate più percorribili. Ci riesco in 3 ore e per le 2 sono in marcia con il mio nuovo socio australiano, Mark, e Thomas, che si fa un giorno di strada con noi, in direzione del più grosso monastero mongolo che vuole visitare prima di tornare a casa. Campeggiamo into the wild e la mattina dopo ci separiamo da Thomas.

Mark deve essere entro il 7 di Luglio in Belgio e la fretta non aiuta, soprattutto se la strada è dura, ma ce la mettiamo tutta. Siamo in marcia dal mattino tra le 6-7,30 fino alla sera. Il primo giorno dopo circa 250 km la mia gomma posteriore è a terra. Huub ha gli attrezzi, ho preso da lui piatti forchette coltelli padelle fornellino, ma non gli attrezzi. Un pezzo di ferro enorme fa un buco di mezzo centimetro di diametro nella gomma. Estraggo il pezzo e cerco di riparare il foro con un kit costituito da una schiuma che mi dovrebbe permettere di guidare per 200-300 km in modo da raggiungere il paese più vicino e sostituire lì la camera d'aria. Lascio agire la schiuma per mezz'ora, fa caldo, così ci facciamo un bagno nel fiume che abbiamo di fianco. Non c'è nessuno e nuotiamo nudi. La foto è di Mark, chiaramente in parte censurata, non voglio avere grane con sua moglie. Sul posto anche ossa di animali morti durante l'ultimi durissimo inverno che ha decimato gli allevamenti di vacche, cavalli e pecore. La schiuma fa solo del paciugo, come si dice dalle mie parti, quindi smontiamo la gomma e sostituiamo la camera d'aria con un'altra che di riserva che ho con me. Una fatica da bestia, soprattutto senza gli strumenti giusti...ci adattiamo usando quello che abbiamo... le mani soffrono parecchio. Per fortuna comunque che 2 giorni prima ho comprato la pompetta cinese altrimenti saremmo veramente nella caccona....qui però facciamo un errore di inesperienza che paghiamo alla grande: non misuriamo la pressione della gomma dopo averla gonfiata, così dopo 15 minuti da quando ripartiamo la mia gomma è di nuovo a terra, devo aver colpito un sasso e la poca pressione deve aver bucato la nuova camera d'aria. E' quasi l'ora del tramonto, ci dobbiamo fermare per forza e chiediamo ospitalità ad una famiglia che vive in un ger affianco al fiume. Mi aiutano a smontare riparare e rimontare la gomma. Ci osservano mangiare il nostro strano cibo disidratato. Facciamo conoscenza e ci beviamo insieme un chai. L'ospitalità di queste persone è grandiosa. Gli regalo la mia piletta che si ricarica con la manovella e che mi è stata regalata prima del viaggio dalla Milena, penso che ne sia contenta anche lei. Gli regalo anche il mio astuccio boliviano.

 

Gonfio la gomma, controllo la pressione e durante la notte non perse aria. La mattina dopo alle 5,30 le pecore ci svegliano, in più il materassino su cui dormo è sgonfio, ho bucato pure quello...non ho molta fortuna con le cose che si gonfiano...anche il mio cuscino gonfiabile perde!!! Alle 6,20 siamo in marcia, il sole si è alzato da poco, la luce è meravigliosa. Troviamo la strada giusta, ma dopo mezz'ora la mia gomma è di nuovo a terra. Il sospetto che sbagliamo qualcosa è forte e la paura di non riuscire a sistemarla si fa sentire soprattutto perché Mark ha fretta, infatti comincia a pensare di poter tornare indietro ad Ulaan Baatar, ma come togliamo la camera d'aria noto che il nuovo foro è nella stessa posizione del primo: Snake Bite, così lo chiamano in Australia!! La poca pressione del giorno prima ha fatto sì che il sasso che ho colpito comprimesse la camera d'aria sui due borsi del cerchione facendomi rimediare due buchi in un sol colpo, In un'ora abbiamo sistemato di nuovo la gomma e ripartiamo, Le mani fanno un male cane, sono gonfie e piene di taglietti ma lavorano ogni giorno in modo più veloce ed efficiente, sono vive davvero!!

 

Risolto il problema gomma, abbiamo il problema acqua, 1 giorni fermi a causa di 3 forature senza alcun bar a 40°C ci ha fatto usare tutta l'acqua a disposizione. Guidiamo un'ora e mezzo, sotto il sole, piccoli sorsi dell'ultimo bicchiere d'acqua prima di trovare un piccolo caffè. Compriamo 8 litri di acqua e conosciamo 3 ragazzi del Montenegro che stanno facendo il giro del mondo in moto http://www.theridearound2010.me/

 

Ripartiamo prima di loro ma dopo 10 minuti ci raggiungono perché la moto di Mark si spegne improvvisamente dopo che un sasso colpisce sotto la sua moto. Lui la riaccende e come mette in prima il motore si spegne. Per me è chiaro che è l'interruttore del cavalletto, così ci mettiamo a lavorare e 3 ragazzi montenegrini ci raggiungono e ci aiutano. In 15 minuti risolviamo il problema, escludiamo l'interruttore e ripartiamo.

 

La giornata è tosta, un sacco di polvere. Ci fermiamo verso le 4 del pomeriggio, vicino ad un lago, non abbiamo ancora messo niente tra i denti, un signore da un ger ci invita a mangiare qualcosa nella sua iurta, zuppa fatta con le interiora della capra e quando arriviamo la moglie sta aggiungendo l'intestino, Mark si rifiuta...ripartiamo. Prima però il signore inforca gli occhiali di madre che uso normalmente io così scatto una foto di noi due insieme.


Quando arriviamo a Moron sono le 5,30, ci infiliamo in un caffè e facciamo colazione/pranzo/cena. In mezz'ora tutto digerito e fame di nuovo. Siamo sporchi e stanchi e improvvisamente si alza un temporale pazzesco (impareremo il giorno dopo che sono stati cancellati i voli a causa del temporale) quindi decidiamo di fermarci in un albergo.

 

Il giorno dopo ripartiamo e il primo fango ci accoglie, non mi sento molto sicuro stamattina e infatti dopo 30 minuti cado.

 

Nessun problema né per me né per la moto, continuiamo! Paesaggi spendidi davanti ai nostri occhi. Aquile a pochi metri da noi.

 

Ci fermiamo a fare benzina in uno dei pochi villaggi e per la pompa funziona a mano. Non l'avevo mai visto...benzina chiaramente 80 ottani, ma la mia moto non ha problemi, sembra che mi dica “finchè mi porti in giro io me magno de tutto!!!”

Troviamo anche un piccolo tempio, prima di Tes, un piccolo villaggio e aggiungo qualche miglio alla mia prossima vita girando il piccolo bariletto, come avevo fatto anche nel grande monsastero di Gandan ad Ulaan Baatar.

 

Durante i nostri spostamenti incontriamo altri viaggiatori: mi colpiscono Mathias e la sua ragazza http://radwandernde.de in giro in bicicletta da 20 mesi continuamente e senza voglia di tornare a casa, magari in un paio d'anni mi dicono. Mi consigliano di mangiare i fiori di timo per la gola o farmi un thè col timo se ho problemi di stomaco. Pochi minuti vicini ma mi si apre il petto quando vedo questi occhi in cui c'è tutto lo spazio del cielo dentro. Faccio una foto alla mappa di Mathias che sembra meglio della mia.

 

Conosciamo anche una coppia di olandesi che con una jeep stanno andando in Sudamerica, contano di arrivarci fra un annetto...la cosa pazzesca è che non mi sembra così strano, la mia testa è entrata in questo meccanismo e mi sembra un bel piano, fattibile, mi sembrano ben organizzati e non mi chiedo neanchè il perchè.

 

Ragioniamo con Mark: perchè stiamo facendo questo? Non troviamo una risposta convincente. Credo che la risposta arrivi se ci si chiede perchè non lo sto facendo? Allora mi viene in mente tutto quello che ha attraversato la mia mente prima di partire e Irene lo sa bene: paura, tanta paura, ansia, soprattutto trasmessa da chi mi diceva che è pericoloso quando da qui il pericolo non si avverte quasi, pressione per il tempo, che sembra perso per le normali attività quali il lavoro o lo studio. Molte sono le motivazioni per non partire, ma non riesco a spiegare il motivo per cui viaggio, il motivo per cui partire, anche se dentro di me la sensazione quotidiana che mi spinge è forte. Queste persone che viaggiano per anni mi sembrano normali come se nella mia quotidiana vita mi dicessero che fanno un qualsiasi lavoro e allo stesso tempo mi colpiscono profondamente. Viaggiare mi sembra che abbia un senso, non è molto, ma questo è il meglio che posso dire adesso, spero di poter definirlo meglio in futuro.

 

Campeggiamo ancora dietro una collina, la pioggia si intensifica, la mia tendina di 10 anni fatica e imbarco un po' di acqua. Piove per 24 ore, la sabbia già di per sé impegnativa lascia posto al fango. Su lfango non si guida. Vado per terra almeno 3 volte, Mark va un po' meglio, ha gomme da fuori strada con grossi blocchi, le mie sono una via di mezzo che mi ha consigliato Huub con 5000 km sulle spalle, fatico di più, ma anche Mark va per terra. Ci muoviamo con una media di 17 km/h, la pioggia ci bagna, la temperatura scende, le pozze d'acqua diventano laghi, ci andiamo dentro con tutta la moto. Ne veniamo fuori dopo ore, quasi scioccati!! Arriviamo ad Ulaangom, c'è finalmente il sole!

 

Cerco uno specchietto di ricambio, ho rotto lo specchietto sinistro cadendo, una folla mi aiuta a scegliere lo specchietto giusto e ad avvitarlo, ma non ce n'è uno giusto, vado avanti così.

Da Ulaangom andiamo verso Olgy, facciamo due passi di montagna, arriviamo fino a 2600 m, guidiamo sui sassi. Ci fermiamo a pranzare nel punto più alto, ci fanno compagnia 3 pastori, io sigaretta loro pipa.

I prati di montagna si trasformano dopo pochi km in sabbia e il paesaggio diventa lunare, siamo a 200-300 km dal Gobi, qui c'è già parecchia sabbia, intervallata da laghi più o meno grandi.

Piove ancora e 2 arcobaleni ci danno il benvenuto a Olgy.

 

Campeggiamo l'ultima notte e veniamo fuori dopo 6 giorni e mezzo di Mongolia, io con una freccia e uno specchietto rotto, Mark con l'interruttore del cavalletto laterale staccato, il cavalletto centrale instabile e il pannello metallico che sorregge la borsa laterale destra spaccato, da ridaldare!! Meno male che ci siamo stati solo 6 giorni e mezzo!! In connfronto a loro siamo dei dilettanti, i locals si muovo in 2/3 persone su piccole moto cinesi senza alcun problema...un'altra categoria!!

 

Mi raggiunge un messaggio di Huub che ha deciso di muoversi in moto invece che in treno e si è avviato con un ragazzo finlandese, zoppo anche lui per una caduta (ne ho visti 3 in una settimana farsi male in moto in Mongolia), verso il confine russo sopra ad Ulaan Baatar. Seppo però si è dovuto fermare dopo 2500 km a Kemerovo, all'ospedale perchè la frattura scomposta del perone stava peggiorando. Mi chiede di recuperare le gomme di riserva di Seppo e una borsa gialla della Ortlieb che Seppo ha lasciato prima di entrare in Mongolia in un piccolo villaggio della Repubblica di Altai, che è parte della Russia, sul mio percorso in uscita dalla Mongolia. Io e Mark attraversiamo il confine tra Mongolia e Russia, ricomincia l'asfalto, non potete capire la gioia e la sensazione di conquista che mi prende dentro. Raggiungiamo il villaggio, il telefono non prende e non posso chiamare Seppo, mi devo arrangiare con le indicazioni che mi ha dato, cioè prima casa a destra dopo il fiume. Chiedo in paese “bagasg???” indicando il colore giallo del mio orologio...penso che da fuori la scena sia ridicola...comunque loro non ridono, si incuriosiscono e in mezz'ora troviamo la casa giusta. Monto le gomme e la borsa sulla moto (sembra più un van delle poste adesso, sono ultra carico!!!).


Ci fermiamo a dormire nella Repubblica di Altai senza registrarci, non si potrebbe, ma oramai abbiamo la faccia come il culo, non ci formalizziamo più molto. Contratto anche il prezzo con i russi e abbasso in ottimo stile marocchino. Il giorno seguente ci spariamo quasi 700 km fino a Novosibirsk, la metà dei quali sotto la pioggia. Mi ferma la polizia per farmi una multa per eccesso di velocità ma faccio quello che Huub ha fatto fino adesso, cioè gli dico che sono un collega della polizia italiana...Huub aveva la tessera, io no, ma mi credono e mi lasciano andare. Nel pomeriggio mi vogliono multare per sorpsasso in zona vietata...esagero e dico IPA international police e mi lasciano andare di nuovo...al prossimo gli dirò universal police...più di così???!!! Arriviamo a Novosibirsk, ultima notte insieme per me e Mark, io vado ancora a est per 300 km per ritrovarmi con il Limping Team, così si chiamano adesso Huub e Seppo, mentre lui ha 8 giorni per essere in Belgio. Gli consiglio il treno, ma lui da uomo di Triathlon e Iron Man non considera troppo il mio suggerimento.

 

La mattina dopo facciamo un pezzo di strada assieme e prima di salutarci mi vogliono multare ancora ma ne vengo fuori di nuovo. Ci salutiamo! Per vedere aggiornamenti su Mark www.ride4alife.org

 

Cerco e trovo uno specchietto di ricambio a Novosibirsk (roba cinese di pessima qualità ma va più che bene) + grasso per catena. Guido metà pomeriggio e raggiungo il Limping Team a Kemerovo che si è sistemato piuttosto bene in un albergo tutto di legno, appena costruito con sauna finlandese. Ci ritroviamo. La sauna e la birra condiscono il nostro ritrovo.

 

Seppo è ingessato, Huub cammina quasi normalmente, vi saprò dire!

 

Alla prossima

Last Updated on Thursday, 29 July 2010 09:34
 
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